Belinda a spasso per l'abitato di Biserno
«CENA» IN PIZZERIA - Belinda aveva preso abitudini e orari quasi «umani», tanto da presentarsi all'ingresso della pizzeria regolarmente alle 19 e 30 dopo essere scesa dai boschi che circondano il paesotto. E qui c'era sempre qualcuno, tra proprietari e clienti, che provvedeva a a regalarle croste, avanzi, un frutto o una fetta di torta. Per i più piccini giocare con Belinda, paciosa, affatto diffidente, era una festa. Ed erano molte le famiglie che venivano a trascorrere il fine settimana a Biserno soltanto per poter vedere la cerbiatta.
IL GIALLO DELL'UCCISIONE - Quel che è successo venerdì sera, poco dopo le 17 e 30, ha tutti i contorni di un giallo che però, a oltre 72 ore dall'uccisione della cerva, dovrebbe essere prossimo alla soluzione. Incolpato dell'esecuzione di Belinda è un cacciatore di Biserno, in qualche modo «reo confesso» perchè, come prevede la prassi, ha regolarmente registrato l'uccisione al registro venatorio della Provincia. «Ho sentito distintamente i colpi di fucile, hanno tremato i vetri. -racconta Andrea Cocchi, 28 anni, titolare dell'agriturismo «il Molino» -. Sono uscito, assieme al proprietario del ristorante "Vecchia Romagna", per vedere cosa stesse accadendo: a sparare è stato un vicino di casa, un cacciatore fanatico. Quando ci ha visti ha gridato: "Non avvicinatevi, è meglio per voi se non vi avvicinate". Non riesco a comprendere perchè lo abbia fatto: non solo ha ucciso un animale che in qualche modo era diventato il simbolo della nostra comunità, ma lo ha fatto addirittura nell'abitato, dove è tassativamente vietata la caccia».